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AF - A far remembrance
Grind Zone 1/2008
Piuttosto eccentrici gli spezzini AF che con il loro ennesimo demo "a far remembrance" danno prova di sapere, grazie ormai all'esperienza maturata, di come si possa personalizzare sufficientemente il death metal melodico. Non aspettatevi niente in stile primi In Flames, il deat metal degli AF è assai meno articolato, soft, calmo addolcito ulteriormente in questa release sia da partia arpeggiate che da assoli melodici che in più momenti ricordano i Metallica dei tempi d'oro.Un demo dal gusto per la musica un pò retrò! Forse il cantato in screaming non è il più indicato per questo tipo di musica e la band deve ancora lavorare per dare un senso maggiore di omogeneità e coesione interna alla propria proposta. Per il resto ci siamo! GIUDIZIO FINALE: 6.5/10
metal-zone.it
Gli AF nascono a La Spezia nel 1995 come hardcore band. Dopo due demo cantati in italiano e diversi cambi di line-up, la svolta con la scelta della lingua inglese e un sound diverso che, dopo il demo “Atrocity Exhibition”, permetterà loro di giungere a questo “A far remembrance” composto da sette brani (5 più due intermezzi prevalentemente strumentali) in cui si mescolano death e black metal (prevalentemente). La sensazione che ho avuto ascoltando questo cd è stata di non completezza e disorientamento: mi spiego meglio, ho apprezzato enormemente questo lavoro, soprattutto “Thoughts of mutilated one antianthropomorphic”, “ To the last beat” e The funeral of the heart”, ma alla fine è stato come se mi mancasse qualcosa, come se avessi pregustato qualcosa che fosse finito troppo presto, come un discorso lasciato incompleto forse a causa di una infelice disposizione delle tracce. In attesa che il nuovo album cacci via ogni dubbio dalla mia testa, faccio i miei complimenti all’ottimo vocalist che nelle parti screaming si avvicina parecchio al maestro, a me tanto caro, Dani Filth. Voto: 70/100

AF - Atrocity exhibition
MetalItalia.com
Hanno ormai quasi dieci anni (li compiranno a luglio) gli spezzini AF, fondatisi nel 1995 come hardcore band e divenuti, dopo la realizzazione di un paio di demo, alfieri di un death metal melodico e progressivo, grazie ad una virata stilistica non da poco. “Atrocity Exhibition” è quindi il loro terzo demo, un buon lavoro che può vantare una produzione sì spartana e artigianale, ma tutto sommato ben concepita. Il quintetto ligure non ama molto i tempi velocissimi, bensì preferisce farcire i propri pezzi con decadenti melodie crepuscolari e sezioni acustiche care a maestri quali Opeth e Novembre; la tecnica dei ragazzi è buona, ma gli AF non sembrano puntare molto su questo aspetto del sound, accentrando la loro attenzione sul mood (piuttosto personale) delle canzoni. Francesco Cevasco, il vocalist, ha un bel timbro vocale, utilizzato sia in screaming style, sia in un growl non troppo grave, salvo poi sussurrare e declamare i versi durante le parti più pacate e tranquille. La title-track e “The Funeral Of The Earth” sono due brani di lunga durata (entrambi oltre i sette minuti), ben rappresentanti l’AF-sound: “Atrocity Exhibition” è più cattiva, imperniata su di un up-tempo cesellato dalle melodie decadenti di cui si parlava sopra ed inframmezzato a centro canzone da un break lento, mentre la song seguente, la preferita di chi scrive, è una continua alternanza di tristi strofe acustiche e impennate metalliche a cavallo tra un classico stile scandinavo e qualche vago richiamo folkish. “Seven” è il brano sostenuto del demo, la durata diminuisce, le melodie si fanno quasi maideniane e il drumming si velocizza, pur non lanciandosi mai in doppia cassa. Chiude la strumentale “The Devil’s Heart With The Angel’s Word”, ricordante da vicino “Planet Caravan” dei Black Sabbath, con il suo arrangiamento percussivo e la dolce e soffusa partitura di chitarra. Plauso meritato, quindi, per gli AF, autori di un demo accattivante e molto, molto carino. GIUDIZIO FINALE: 7/10
Holy metal.com
Gli AF nascono a La Spezia nel 1995. Il gruppo inziò proponendo pezzi hardcore cantati prima in italiano poi in inglese. Nel 2002, dopo 2 demo, la band sposta le composizioni verso un genere più vicino al death metal di stampo svedese. Atrocity Exhibition rappresenta per l'appunto la prima testimonianza di questo nuovo corso del gruppo.
Il sound della band è molto vicino al death svedese, in particolare a The Jester Race degli In Flames. Infatti la proposta si assesta su delle buone melodie condite da una voce molto simile, anzi a tratti proprio identica, a quella di Niilo Sevanen dei finlandesi Insomium, gruppo col quale si può sentire una certa somiglianza a livello di melodie. I primi 2 pezzi proposti sono piuttosto lunghi, poco più di 7 minuti l'uno. L'opener è la title-track, pezzo molto melodico con una struttura abbastanza complessa. Le melodie e le linee vocali sono ben costruite ma il difetto principale nel brano sta nella sua eccessiva lunghezza e nella mancanza di forti accelerazioni, dando un brano buono per i primi 3/4 minuti ma poi alla lunga un pò annoia. The funeral of the Earth alterna pezzi acustici con la voce pulita ad altri più pesanti con una bella doppia linea vocale. Pecca anche di questo secondo brano è la troppo lunghezza, anche se forse è costruito meglio del precedente. E' un'altra intro acustica che ci introduce alla terza canzone, Seven e qui abbiamo un buon brano di death svedese, forse non molto personale ma d'ottima fattura. Chiude il demo The Devil's heart with the Angel's Word, un buon brano per chitarre acustiche.
In conclusione un buon demo, non molto personale ma con ottimi spunti. La produzione è amatoriale ma è comunque nitida, cosa più importante per un demo. La prestazione dei componenti è alle volte molto approssimativa ma comunque buona. GIUDIZIO FINALE: 6/10
HMP.com
Il death metal scandinavo continua a diffondere il proprio contagio e il fenomeno sembra tutt'altro che esaurito: questa volta sono gli AF ad essere colpiti da questa implacabile "febbre del nord". La band di La Spezia, che aveva inizialmente visto la luce come gruppo hardcore per poi decidere di addentrarsi in territori metal, giunge con questo terzo demo a completare la propria transizione musicale in direzione death melodico. L'ago della bilancia nella proposta degli AF pende decisamente sulla melodia: nessuna delle quattro tracce presenti nel demo è infatti particolarmente "death" in senso stretto; abbondano invece le aperture acustiche, nella maggior parte dei casi ben realizzate. Buono il lavoro del singer che, con una certa varietà di approcci, riesce a infondere la giusta dose di "sofferenza" nelle composizioni. Purtroppo, però, le pecche non mancano. In primo luogo, una certa mancanza di compattezza nella struttura delle canzoni, che qualche volta porta alla perdita di efficacia delle melodie, le quali potrebbero avere un impatto ben maggiore se differentemente valorizzate; una dipendenza dai modelli (principalmente In Flames e Dark Tranquillity del periodo d'oro) a tratti eccessiva, anche se si tratta di un fenomeno abbastanza comune per il genere; per finire, qualche piccola imprecisione e ingenuità dal punto di vista tecnico. Di sicuro qui le potenzialità si avvertono, così come si fanno notare i momenti riusciti (pregevole la seconda traccia, ad esempio); tuttavia per sfondare in territori così affollati è necessaria una dose di scaltrezza e di esperienza che gli AF sembrano non aver ancora conseguito. Sarà per la prossima volta! Sogni sepolti in terra di Svezia. GIUDIZIO FINALE: 60/100
metalwave.it
Con questo demo di debutto gli AF, quintetto proveniente da La Spezia, trasmettono molto chiaramente le loro ispirazioni musicali, ossia quel tipico sound melodic death swedish sostenuto da gruppi tipo Dark Tranquillity e In Flames. Proponendo melodie molto valide che riflettono una buona fantasia compositiva, il tutto accompagnato da un ritmica molto azzeccata nei tempi, questa band modella il proprio carattere musicale in maniera molto incisiva; “the funeral of the earth” viene aperta con un intro folk, poi ripreso in stile metal, e poi di nuovo folk… un po’ come i tedeschi die apokalyptischen Reiter . Anche "seven” propone uno stile molto interessante grazie anche all’intro di chitarra acustica molto atmosferico e ben collegato con il resto. La open track invece, pur proponendo una parte iniziale molto tirata e di notevole impatto, si perde un po’ nella parte centrale, proponendo, a mio avviso, dei passaggi troppo scontati.
Da apprezzare soprattutto la voce del singer Francesco,veramente molto valida sia nei cantati scream, growl, che nelle parti clean; praticamente un ottimo esempio di potenza, carattere e eterogeneità… complimenti!
Purtroppo in questo demo non è tutto rose e fiori, e mi riferisco non solo alla qualità di registrazione ma soprattutto all’esecuzione di alcune parti di chitarra. So bene che registrare in saletta, soprattutto se il budget e il tempo sono limitati, può spesso essere molto stressante e frustrante, e quindi bisogna accontentarsi di un sound appena discreto e poco curato. Ma non è questo il problema, perché da un demo giustamente non ci si può aspettare un prodotto perfetto; il punto e che alcune stonature di chitarra, e mi riferisco all’fraseggio di chitarra nella prima track (solo in alcuni punti), sono a dir poco fastidiose. Peccato perché la melodia e le idee ci stanno!
Lo so, e lo ribadisco, registrare può essere molto faticoso, ma non bisogna mai accontentarsi della prima registrazione; e lo sottolineo perché, come già detto, alcuni pezzi sono molto validi.
Mi raccomando…!!!! Voto: 64/100
metal-zone.it
Gli AF, gruppo proveniente da La Spezia, giungono nel 2005 al loro debutto su cd proponendoci un death metal di chiara matrice svedese, molto vicino a gruppi tipo i Dark Tranquillity. Punto di forza degli AF sono le linee melodiche che riflettono una certa propensione alla composizione, liriche accompagnate in maniera più che soddisfacente dalla ritmica, mai fine a se stessa ma sempre precisa e presente. Il tutto lo ritroviamo in maniera evidente in “The funeral of the earth”, dove l'intro si alterna in momenti folk e in momenti metal, o in "Seven" dove è di nuovo l'intro a farla da padrone con il suono molto d'atmosfera della chitarra acustica. Buona anche la voce di Francesco, che riesce con naturalezza a passare dalle parti "growl" a quelle "clean". Piccole pecche del disco, sicuramente migliorabili sono la caduta di tono in alcuni brani con passaggi troppo scontati, leggi "Seven" parte centrale e la non buona registrazione delle parti di chitarra, ma questo è il difetto che purtroppo si ritrova in molti gruppi dovuto alla mancanza di tempo e soldi per una registrazione professionale. Sono sicuro che gli AF riusciranno ad eliminare questi piccoli difetti con il loro prossimo lavoro, ma già da ora hanno dimostrato di avere buone carte da giocarsi e una discreta preparazione che ha dato vita ad "Atrocity exhibition" un buon disco di death metal. GIUDIZIO FINALE: 65/100
Truemetal.it
Arriva da La Spezia un nuovo gruppo di melodic death metal, di classicissimo stile svedese, dal sintetico monicker: AF. Il giovane combo, autore sinora di 3 demo, è attivo almeno dalle fasi embrionali addirittura dal 1995, quindi ha avuto il tempo di maturare un suono distaccandosi nettamente da quelle che erano state le origini, basate prevalentemente sull'hardcore. Niente quindi che possa richiamare il tanto trendy metalcore, solo tanta voglia di Svezia e quindi un amore per il connubio violenza/melodia che ha dello spasmodico, ma che non sempre trova nei pezzi del gruppo il viatico ideale per esprimersi. Le idee, come è facile immaginare, vanno a pescare nell'immenso ed abusato serbatoio creato in primis da Dark Tranquillity ed In Flames degli anni d'oro, con una voce che si rifà palesemente allo stile di Stanne e, devo dire, riesce comunque a cavarsela più che dignitosamente; una sezione ritmica che sceglie parti articolate, mai immobili e almeno teoricamente validissime, per quanto non troppo originali; e due chitarre attente al binomio elettrico/acustico, che sin dalla title-track viene esibito a più non posso. Il problema del combo risiede nelle capacità tecniche, chiaramente ancora acerbe: gli spunti per i pezzi ci sono tutti, con passaggi davvero interessanti e una varietà nelle trovate che non va in contrasto, per una volta, con quello che deve essere un amalgama omogeneo. Ma sembra di ascoltare ottimi brani altrui suonati da un gruppo alle prime armi: questo perché sono fin troppo evidenti delle sbavature a livello strumentale, come le (mancate) armonie che spesso vedono in duetto basso e chitarra, o una batteria che lascia troppo "vuoto" quando non dovrebbe. Altra mancanza gravissima: i risultati vicini al plagio in certi non proprio brevi passaggi. La seconda traccia, The funeral of the Earth, è infatti una riedizione di Jester Script Transfigured di quel gruppetto svedese ora lanciatosi con profitto sul mercato americano: dalla strofa acustica con parlato vocale, al chorus elettrico e urlato, cambiatele il testo e vi sembrerà una versione un po' approssimativa del brano di cui sopra. C'è da fare quindi per raddrizzarsi, le capacità non mancano però al gruppo: bisogna solo formare una personalità ben definita ed esercitarsi molto sugli strumenti per poter eseguire parti ambiziose e che i nostri sfiorano soltanto. Dedizione e costanza, ma soprattutto una visione chiara della propria direzione sono le caratteristiche che mi sento di consigliare a questi cinque promettenti musicisti. Voto: 60/100
Metalloitaliano.it
‘Atrocity Exhibition’, terzo vagito discografico dei liguri AF, si presenta come un discreto demo-cd autoprodotto di death metal melodico in pieno stile Dark Tranquillity ed In Flames. Ad onor del vero, comunque, in questa sede i tempi ed i fraseggi strumentali si mantengono costantemente su velocità decisamente basse, ancorando la proposta della band ad un qualcosa che rimanda al death melodico svedese senza però rappresentarne in pieno tutti gli stilemi ed i classici clichè del genere. Una piccola contraddizione in termini, questa, che ci permette comunque di apprezzare in pieno la splendida voce del cantante Francesco, davvero potente, ed alcune partiture strumentali (soprattutto in clean) davvero degne di nota. Per il resto, alcune lacune vanno segnalate nella fase di songwriting e soprattutto nell’esecuzione tecnica della coppia d’asce, spesso e volentieri alle prese con fraseggi fuori tonalità o eseguiti in maniera non perfetta. A livello compositivo, questo ‘Atrocity Exhibition’ propone alcuni spunti qualitativi che in un certo qual senso rimandano ad ampi e futuri margini di miglioramento, alacremente auspicabili per una band giunta ormai al decimo anniversario della propria fondazione…
Grind Zone
Gli AF sono un'altra band di quelle dure a morire. In giro dal lontano 1995 e nonostante un periodo di momentaneo congelamento del progeto, durato comunque 3 anni, gli AF stampano dopo una decade di vita travagliata il secobdo demo; il primo primo di un nuovo ciclo stilistico da poco intrapreso. Siamo di fronte all'ennesima band che cerca di personalizzare la propria musica partendo però da un punto di riferimento fisso ed invadente: iDrk Tranquillity. In realtà qui non troverete le armonizzazioni e gli incastri che hanno resa famosa la band svedese, siamo in una dimensione più semplice, piùpacata e malinconica, sconfinante in quel mare di emozioni salpato dagli Opeth ad inizio carriera. Dopo aver speso anni per capire quale identità dare alla musica, gli AF dimostrano un talento piuttosto evidente, ma sono ancora alla ricerca di una personalità che in "Atrocity exhibition" si intravede appena. Discretele parti acustiche. Non è un azzardo considerarli una promessa. GIUDIZIO FINALE: 6,5/10
dheadbangerszine.com
Vengono da La Spezia questi AF, band che al di là del nome quanto meno bizzarro propone un death melodico fin troppo canonico. Non inizia nel migliore dei modi questo demo, con la titletrack, sette minuti di pezzo assestato su un mid tempo che fa cadere un po’ le braccia, sul quale la chitarra tesse le sue melodie fin troppo abusate. E poi il brano è davvero troppo lungo… bello però l’intermezzo acustico centrale, anche se poi si riprende con la lagna di prima, con la chitarra che veramente snerva e il batterista che sembra si stia sforzando di suonare quel semplice accompagnamento. Di nuovo chitarre acustiche per l’inizio del secondo brano, e ancora una volta si ha la sensazione, durante l’ascolto, che la band suoni a fatica, svogliata, manca quella marcia in più che faccia si che l’ascoltatore non cada in catalessi. Il suono di certo non aiuta, con un rullante troppo secco e un sound generale non molto corposo. Il brano continua a snodarsi su sonorità sulfuree prima di diventare aggressivo con un buon growl da parte di Francesco Cevasco che molto deve a Mikael Stanne… ma gli AF stentano a decollare… manca quel riff memorabile o quel cambio di tempo repentino che ti faccia venir voglia di continuare ad ascoltare il cd… Si prosegue con “Seven”, e la formula è la stessa… arpeggi, voce sussurrata, e poi l’esplosione… ancora niente di nuovo all’orizzonte, con la chitarra che continua a perforare il cervello con le sue lunghissime melodie. Il brano conclusivo è uno strumentale con arpeggi e percussioni, e paradossalmente è il pezzo migliore del demo, visto che queste sonorità risultano particolarmente adatte alla band, che qui si esprime al meglio, anche considerando quanto ascoltato nei brani precedenti. Direi che di lavoro da fare ce n’è ancora parecchio, ma con una bella dose di buona volontà e cercando di migliorare gli arrangiamenti penso che gli AF potranno crescere nella prossima prova in studio. Rimandati… (Dulnir) GIUDIZIO FINALE: 5,5/10

INTERVISTA Metal Zone |
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ARTIST: |
AF |
WEB: |
www.afmetal.it |
EMAIL: |
natrix6@yahoo.it |
DATA INTERVISTA: |
9 ottobre 2005 |
INTERVISTA A CURA DI: |
Gi.Bi. |
RISPONDE ALL'INTERVISTA: |
Valek degli AF |
Salve volete presentarvi ai lettori di Metal Zone? Chi sono gli AF?
Ciao! Chi sono gli AF? Bene, sono l’energia di 5 ragazzi unita nello sforzo di suonare al meglio e, sempre divertendosi, del buon metallo!!!!
Come è stato accolto il vostro ultimo lavoro “Atrocity Exhibition” dalla stampa specializzata e dalle webzine?
Onestamente ha ricevuto pareri discordanti: le webzine l’hanno accolto più o meno calorosamente, dati soprattutto gli ottimi commenti sulle doti canore sia in clean che in growl del nostro vocals! Ma soprattutto in quasi tutte le recensioni i commenti negativi erano veritieri, costruttivi e rispecchiavano l’autocritica che già ci eravamo fatti, giudizi che ci serviranno per migliorarci in futuro!
Una nota rivista invece ci ha letteralmente insultati, in maniera distruttiva , a tratti anche in maniera arrogante e maleducata! In poche parole…grasse risate che ci siamo fatti!!!
A distanza di qualche mese dall’uscita dell’album, ne siete soddisfatti o c’è qualcosa che non vi ha soddisfatto appieno? In pratica suona come volevate?
Allora penso che abbiamo ancora un discreto margine di miglioramento; il demo ha dei grossi limiti, sia in ambito di linee registrate che come suoni in fase di mastering.
Però siamo molto contenti, come già detto, di come è stato recensito, e che ci servirà sicuramente come esperienza per il prossimo lavoro ma soprattutto del fatto che i pezzi in Atrocity sono stati incisi in un buon momento di maturità degli arrangiamenti… errore che molti di noi avevamo commesso in passato in altre esperienze musicali!
Ci raccontate la nascite di un vostro brano, è un lavoro di squadra o ognuno butta giù in idea e in sala prove ci lavorate sopra?
Ogni brano ha una sua storia! Come ho già detto è l’energia di noi 5… però va detto che generalmente il tutto nasce quasi sempre da un’idea del nostro bassista Angio sulla quale poi si sviluppano le energie e le idee di tutti quanti… provando insieme insomma!
Che cosa vi ispira nella stesura dei vostri testi? La vita di tutti i giorni, i giornali o che cosa?
A questa domanda dovrebbe rispondere il Ceva il nostro vocal… comunque lui compone sempre “vivendo”, ogni cosa può essere fonte di ispirazione!
Anche se c’è da dire che a volte ha dei sogni che lo ispirano particolarmente… vedi The Funeral Of The Heart.. e il risultato, almeno per me, è sempre da brivido!
In realtà tutti noi sospettiamo che glieli scriva la sua ragazza… scherzo! GHGHGH
Quali gruppi ascoltate e c’è ne qualcuno che vi ha maggiormente influenzato?
Uno su tutti Dark Tranqullity, poi In Flames, Maiden ecc ecc:
Tutti ascoltiamo veramente tanta musica , Metal a 360 gradi e non solo…l’importante che sia musica vera, suonata, sudata, ispirata!
Come giudicate la scena musicale underground della vostra regione e quella italiana in generale?
Per quello che riguarda la nostra zona tra Genova e La Spezia, a nostro avviso, ci sono gruppi veramente degni di essere notati e ascoltati, e già che ci sono li nomino così faccio un po’ di pubblicità: Winterpath, Ritual of Rebirth, Fog, The Void, Dogma e Destroy!
In generale penso che l’Italia stia molto lentamente allargando la sua importanza come creatrice di realtà musicali veramente valide…ovviamente sto parlando in ambito Metal!
Gli AF e le case discografiche: qualcuno disposto ad coltrvi o solo porte chiuse?
Pochi spasmi di vita da parte di case discografiche e tutte finite con un Grazie ed Arrivederci!
Con l’ultimo demo a dir la verità abbiamo bussato a poche porte e le risposte ci sono sembrate tutte prese per il culo!!!
Gli AF e la tecnologia: favorevoli o contrari al file sharing di brani musicali in mp3?
Io personalmente acquisto molto, sono ancora un cultore dell’originale. Però i dischi costano e non si può comprare tutte le uscite di tutti gli artisti che si ascoltano e quindi si fanno delle scelte.
E quindi perché no… anche perché comunque per noi gruppi di nicchia internet è sicuramente un ottimo modo di farsi conoscere un minimo!
Gli AF e i concerti: come vi trovate nella dimensione live?
La vera ed unica ragione di fare musica!
Il palco è tutto: il calore delle persone sotto il palco, le corna alzate, i riccioli del nostro chitarrista che vorteggiano… l’energia e l’adrenalina che solo a suonare dal vivo si gusta!!!
Perché AF?
Be’ è un segreto! Solo chi ci segue da anni lo sa e così deve restare!
L’importante è che non pensiate che stia per “Anti-Figa”!!!
Progetti per il futuro?
Sicuramente un nuovo demo, se riusciamo a finire i pezzi vogliamo entrare nello stesso studio di Atrocity alla fine di quest’anno!
E poi alcuni concerti dal vivo in alcuni locali!
Siamo in conclusione dell’intervista, intanto vi ringrazio per la disponibilità e lascio la parola a voi, potete dire tutto quello che volete.
Innanzittutto grazie a voi della disponibilità.
Per finire a tutti i lettori di Metal Zone lancio un invito a visitare il nostro sito http://www.afmetal.it/ !
Se vi abbiamo incuriosito lì troverete le informazioni per venirci a vedere dal vivo… vi aspettiamo a corna alzate sotto il palco!
Metal up your ass!!!
Hail a tutti!!! |

Emergenza Rock 20-03-2005 LIVE review |
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E’ una bella serata x il metallo a Genova, abbiamo seguito x voi una serata dell’ Emergenza Festival alla quale hanno partecipato 4 band, metal e non, come vedremo…
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Chiudono la serata gli A.F. di La Spezia, quintetto dedito ad un Death Metal melodico di chiara influenza scandinava, veramente potentissimi e precisissimi. Sfoderano una superba prestazione sulle note di Atrocity exhibition e The funeral of the earth, canzoni proprie caratterizzate da una propensione alla pesantezza rispetto alla velocità e da una certa malinconia. Sugli scudi Francesco alla voce, che eccelle sia nel growl che nello scream più alto, notevole comunque la prestazione dell’intera band che purtroppo non viene giustamente ricompensata degli sforzi fatti dato che ormai il locale è pressochè deserto…
E qui giungiamo al punto dolente, come sempre la totale assenza di pubblico esclusi i “soliti amici” delle band demolisce il lavoro svolto da ogni band. Sarà la disinformazione, sarà la comoda poltrona di casa, saranno i prezzi esosi dei locali… resta il fatto che bisogna supportare le band di casa nostra se si ha la possibilità.
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